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sabato 14 gennaio 2017

Polli locali dal Pollaio Provinciale di Catanzaro, da "Rivista di Avicoltura", del 1933

Pollame sparviero allevato nel Pollaio Provinciale di Catanzaro, 1933. 


Nella foto di oggi vi presentiamo un trio di polli locali allevati al Pollaio Provinciale di Catanzaro, e apparsi nella "Rivista di Avicoltura" nel 1933, in un articolo che trattava delle situazioni dei vari pollai Provinciali italiani.
Degli animali ci è pervenuta solo una foto, e nessuna descrizione delle caratteristiche. La colorazione sparviero e le forme le avvicinano alle galline Cenerine allevate in Campania e di cui attualmente è in corso un progetto di recupero. Si trattava di polli rustici, dai caratteri mediterranei.
da rilevare il corpo breve e compatto, e la coda portata molto rilevata. 
Attualmente questo ceppo (o razza?) di polli locali sembrerebbe estinto.

mercoledì 11 febbraio 2015

La prima foto di un gruppo di Polverara bianche, da "Avicoltura Pratica" di Pochini, 1900.

La prima foto di un gruppo di Polverara, di Pochini, fine '800. Clicca per ingrandire.


Quella che mostriamo oggi è la prima foto scattata ad un gruppo di Polverara, e ci arriva dal volume Avicoltura Pratica di Luigi Pochini, del 1900.La foto, riproposta poi in molte opere e in molteplici vesti, è in realtà più antica, e venne scattata negli ultimi lustri del XIX secolo. La foto è stata poi usata come modello per l'illustrazione apparsa sulla rivista francese L'Acclimatation. Gli animali mostrati nella foto hanno tutte le caratteristiche di una buona Polverara, in particolar modo la coppia di gallo e gallina sulla sinistra. Il gallo in maniera particolare esibisce un portamento davvero superbo. 
Pochini nelle varie edizioni della sua opera Avicoltura Pratica chiamò inizialmente questa razza  "Padovana" e solo successivamente impiegò il nome di "Polverara", per distinguerla dalla padovana Gran Ciuffo. Egli allevò tanto le Polverara nere che le bianche, ma nei primi anni del '900 si trovò a perdere la razza. Morti tutti i galli, le poche femminerimaste vennero accoppiate a un gallo di Padovana Gran Ciuffo, nella speranza di riuscire a ricostruire il ceppo; l'operazione sfortunatamente non ebbe successo.

FONTI BIBLIOGRAFICHE

Pochini, L.(1900). Avicoltura Pratica. Trattato-Catalogo 1900. Tipografia L. Franceschini, Firenze.

venerdì 6 febbraio 2015

La Caumont, foto e illustrazioni d'epoca di questa razza francese

Gallo Caumont, da "Les races des volailles", 1925. Clicca per ingrandire.
Oggi vi proponiamo due foto d'epoca tratte dal libro Les Races des Volailles, di Voitellier (1925), rappresentanti la razza avicola normanna Caumont. Questa razza francese, che raggiunge i 3,5-4 Kg nei galli e i 2,5-3Kg nelle galline, è caratterizzata da livrea nera, orecchioni bianchi, tarsi nero plumbeo o ardesia scuro, ciuffo posteriore scodellato e cresta a coppa. Considerata estinta nel 1977, venne ricostituita da J. C. Periquet nel 1982 partendo da incroci tra Crèvecoeur, Gauloises, Augsburger.

Gallina Caumont, da "Les races des volailles", 1925. Clicca per ingrandire.
 
L'altra illustrazione è invece una tavola della rivista francese L'Acclimatation, che riproduce con un bel disegno al tratto un gruppo di questi avicoli.

La Caumont da "L'Acclimatation", 1907.

La Caumont è una razza interessante in quanto presenta forti punti di contatto con la Cappellona Veneta, razza di media taglia dalle caratteristiche morfologiche però simili a quelle della razza francese, e oramai considerata da lungo tempo estinta. 

Gallo dell'attuale Caumont, foto tratta dal sito: http://quandlespoulesaurontdesdents.wifeo.com/

Così come si ritiene che la Caumont derivasse da incroci tra Crèvecoeur e polli locali normanni a cresta semplice, si pensa che anche la Cappellona potesse derivare da incroci tra la Polverara e i polli a cresta semplice del contado padovano.
FONTI BIBLIOGRAFICHE

AA.VV. (1907) L'acclimatation - Journal des éleveurs. Parigi.

Voitellier, C. (1925). Les races des volailles. J. B. Bailliere, Parigi.

SITOGRAFIA

domenica 11 gennaio 2015

La Padovana Gran Ciuffo in "Polli ed uova", di P. Cassella, 1907

clicca per ingrandire

Le illustrazioni che vi proponiamo oggi vengono dal libro "Polli ed uova", di Cassella, del 1907. Le immagini sono la riproduzione delle incisioni di Saint-Loup e Pochini, e mostrano una coppia di Padovane camoscio, una di dorate (oro orlo nero) e un gallo di colorazione argentata (argento orlo nero). Nel libro la Padovana Gran Ciuffo è considerata come una razza derivante dalla Polverara. Il libro cita però come razza tipica del contado padovano proprio quest'ultima, ovvero la Padovana di Polverara o Polverara, non testimoniando la presenza della Padovana Gran Ciuffo sul territorio ma sottolineando invece come nei Paesi anglosassoni sia nota come Polish o Polacca.

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FONTI BIBLIOGRAFICHE

Cassella, P. (1907). Polli ed uova. Pierro Editore, Napoli.

domenica 1 giugno 2014

Le Polverara nere di Fortuny e Salmaso, da "Rivista di Avicultura" del 1932.

Le Polverara nere di Fortuny e Salmaso. Clicca per ingrandire.
Oggi vi proponiamo una foto dei anni '30 rappresentante le Galline di Polverara dei signori Fortuny e Salmaso presentate alla Fiera di Verona. Di questo stesso gruppo esiste una seconda foto, meno conosciuta e forse meno chiara nel suo insieme. Gli animali ritratti mostrano orecchioni bianchi, una bella struttura fisica elegante, e ciuffi che nelle femmine si mostrano compatti e dalla forma caratteristica, mentre nel gallo il ciuffo appare più disordinato. 
Nell'articolo a corredo dell'immagine si spiega come il dr. Fortuny e il sig. Salmaso, dell'Allevamento Avicolo della Riviera di Mira(VE) avessero a partire dal 1925 iniziato il recupero della razza (già allora praticamente estinta) partendo da soggetti non puri reperiti nei dintorni di Polverara. Nel giro di alcuni anni essi avrebbero ottenuto due  ceppi, il nero e il bianco, caratterizzati da tarsi ardesia il primo e da tarsi verdi il secondo.La deposizione variava da 134-182 uova l'anno per le bianche fino a 144-196 uova l'anno nelle nere. Le femmine iniziavano a deporre attorno ai 6 mesi d'età. Un gruppo di soggetti provenienti da questo allevamento erano stati esposti dal prof. Ghigi all'esposizione Mondiale di Avicultura del Crystal Palace di londra del 1930.
Fin qui le cronache ufficiali del tentativo dei due di ricostituire la razza. Il prof. Carlo Lodovico Fracanzani, profondo conoscitore della storia delle razze venete e amico di lunga data del sig. Salmaso, ebbe modo di raccontarmi anni fa una storia differente. A suo dire la ricostituzione della Polverara da parte dell'Allevamento Avicolo della Riviera sarebbe partito non da capi raccolti sul territorio, ma da incroci effettuati tra esemplari di Padovana Gran Ciuffo, allevati dal Salmaso, con galline comuni del contado padovano e veneziano simili alla Padovana Comune o Megiarola Migliorata.In ogni caso, le Polverara selezionate dai due allevatori non ebbero la diffusione sperata e il numero di allevatori rimase esiguo per in cinquantennio successivo. 

FONTI

AA.VV. (1932). "La gallina di Polverara", in Rivista di Avicultura, vol. II n° 1.

Fracanzani, C. L. (2007). Comunicazione personale

venerdì 23 maggio 2014

Documentazione fotografica sulla Grossa di Bologna da "Rivista di Avicultura" del 1931.

Gallo di Grossa di Bologna. Clicca per ingrandire.
Oggi vi proponiamo la documentazione fotografica relativa alla razza Grossa di Bologna così come reperibile in un articolo riportato dalla "Rivista di Avicultura" del 1931. Come del resto traspare anche dalla descrizione della razza, questi animali risultano polli di tipo omeosomo, con cresta semplice ripiegata di lato nella gallina, orecchioni bianchi, coda molto rilevata, tarsi gialli. Il petto appare largo e pieno, simile a quello del progenitore Cornish. La razza presentava tre colorazioni (bianca, nera e sparviero) ma le foto ritraggono solo la nera.
Mentre la foto del gallo che canta è più nota, le altre due immagini sono assai meno conosciute. 

Gruppo di Grossa di Bologna. Clicca per ingrandire.

Chioccia di Grossa di Bologna coi piccoli. 
FONTI BIBLIOGRAFICHE

Righi, M. (1931). "La nuova razza Grossa di Bologna", in Rivista di Avicultura, vol. I n° 3.

lunedì 19 maggio 2014

Livorno collo argento, da "Rivista di Avicultura", 1932.

Livorno collo argento, da Rivista di Avicultura, 1932. Clicca per ingrandire.


In questa foto si può ammirare una coppia di Livorno Collo Argento allevata dalla Stazione Provinciale di Avicoltura di Bologna negli anni '30 del secolo scorso, e più precisamente nel 1932. La coppia viene indicata come Livorno argentata ma la colorazione secondo gli standard moderni è chiaramente riconoscibile come collo argento. Pur non mostrando tarsi molto lunghi gli animali hanno un bel portamento eretto, ben diverso dalle Italiener. La foto non era di corredo ad alcun articolo riguardante la razza. 

FONTI BIBLIOGRAFICHE

A.A.V.V. (1932). Rivista di Avicultura,  Vol. II, n° 2.


domenica 20 aprile 2014

La Valdarnese bianca dal Catalogo di Luigi Pochini (1922).

La "Valdarno bianca" di Pochini (1922).

In questa foto apparsa nel 1922 nel Catalogo generale della ditta Pochini di Settignano (Firenze), si può osservare un gruppo di polli identificati da Luigi Pochini (noto allevatore fiorentino) vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo) come "Valdarno bianca". Gli animali hanno delle caratteristiche ovviamente molto diverse dalla Valdarno nera allora conosciuta, e tali differenze la rendono più simile nella struttura e portamento alla Valdarnese bianca. La presenza di orecchioni rossastri in alcuni esemplari ritratti , così come struttura e portamento, e forma della cresta, potrebbe far pensare a qualche tipo di incrocio tra polli mediterrai locali a piumaggio bianco e qualche razza eterosoma straniera. La foto, probabilmente risalente all'inizio del '900, resta un'interessante testimonianza storica attestante la presenza di pollame locale a piumaggio bianco nella zona del Valdarno.

  FONTI BIBLIOGRAFICHE

Pochini, L. (1922). Polli, incubatrici, cani. Catalogo generale. Tip. Fattori e Puggelli, Firenze. Vai alla pagina del download.

mercoledì 9 aprile 2014

Un pollaio per riproduttori, da "Manuale del Pollicultore", Cornoldi, 1969

Clicca per ingrandire.

Riportiamo oggi questo interessante schema costruttivo per un pollaio di selezione capace di ospitare fino a 50 riproduttori, e dotato di annesso cortile coperto. Può risultare ancora attuale per un allevatore che si dedichi soprattutto alla selezione e allevamento di una sola razza. Lo schema è tratto da 

Cornoldi, G. (1969). Manuale del Pollicultore. Edizioni Agricole, Bologna. 


venerdì 4 aprile 2014

La Padovana Comune a Noventa Padovana a metà del secolo scorso.

Galline di razza Padovana Comune a Noventa Padovana, nel secolo scorso. Fonte Il Gazzettino. Clicca per ingrandire.

In questa immagine risalente probabilmente alla prima metà del secolo scorso, si possono vedere delle belle galline presumibilmente bianche (forse una fulva?) scorrazzare nei dintorni della Stazione Ferroviaria di Noventa Padovana. La foto è stata pubblicata alcuni anni or sono da "Il Gazzettino" in un suo supplemento. 
Le galline mostrano un corpo piuttosto robusto, compatto, dall'addome profondo; coda portata eretta e piuttosto chiusa. In generale esse sembrano piuttosto corrispondenti allo standard della vecchia razza Padovana Comune, ovverosia i polli locali di tipologia mediterranea presenti sul territorio compreso tra Padova, Verona, Vicenza, Venezia. Forma e corporatura paragonabili si trovano ancora adesso nella Millefiori di Lonigo.

Galline di razza Padovana Comune a Noventa Padovana, nel secolo scorso. Fonte Il Gazzettino. Clicca per ingrandire.

martedì 25 marzo 2014

Il pollo Trentino agli inizi degli anni '90 del secolo scorso

Polli trentini, foto del 1992. Per cortesia di Alessio Zanon.

In queste immagini, scattate nel 1992 dal dott. Alessio Zanon, si possono osservare dei polli dai tipici caratteri mediterranei. Le foto vennero scattate nei territori compresi tra i comuni di Pera e Mazzin in Val di Fassa,vicino al torrente Avisio.  
Gli animali mostrano chiaramente le differenze notevolissime rispetto ai polli attalmente venduti come "Polli di razza Trentina", che altro non sono che Italiener di colorazione dorata. In particolar modo se ne distinguono per portamento, lunghezza dei tarsi, del dorso, portamento della coda. Anche la colorazione dorata non va confusa con quella collo oro un tempo diffusa nella popolazione avicola locale. 

Polli trentini, foto del 1992. Per cortesia di Alessio Zanon.

giovedì 12 dicembre 2013

Documentazione fotografica sulla Gigante Padovana e Standard di razza del 1937.

Oggi vi proponiamo due foto storiche della Gigante Padovana risalenti agli anni '30 del secolo scorso, e lo standard di razza della stessa Gigante Padovana apparso nella Rivista degli Allevatori dell'Aprile 1937 ad opera di Italo Mazzon. Da notare come la Gigante Padovana degli anni '30 del '900 sia un animale molto diverso per forma e caratteristiche da quello presentato a fine XIX secolo nelle riviste del settore. Nella prima foto viene presentata assieme alla Padovana pesante, che era tutt'altra razza, presentata anche dal Ghigi all'Esposizone di Londra del Crystal Palace e che venne inserita nei programmi di allevamento del Pollaio Provinciale di Padova, al contrario della Gigante. 

Clicca sulle immagini per ingrandire

Gigante Padovana e Padovana Pesante alla Fiera del Levante di Bari nel 1932. la Gigante si vede - male - a sinistra, mentre a destra si nota la Padovana Pesante.  

Gruppo di Gigante Padovana "brizzolata".

Standard di razza stilato da Italo Mazzon, nella Rivista degli Allevatori.



La razza Orpington in Italia negli anni '30 del secolo scorso

Nei primi decenni del '900 in Italia vennero importate numerose razze straniere, soprattutto da carne: tra queste Malines, Orpington, Wyandotte, Dorking, eccetera. In questa foto tratta dalla rivista Bassa Corte del marzo del 1931 è possibile osservare un gruppo di Orpington. Notare le enormi differenze tra questi animali e quelli oggi presenti nei circuiti delle mostre avicole. Le Orpington da produzione invece sono ancora molto simili agli esemplari rappresentati in foto. Queste razze in Italia servirono per la costituzione di razze sintetiche, come la Robusta Lionata, ma finirono anche con l'inquinare il patrimonio genetico di molte popolazioni autoctone di polli italiani.

Gruppo di Orpington, 1931. Clicca per ingrandire.

Ed ecco per raffronto la foto di un moderno gallo Orpington fulvo di linea da esposizione:

Gallo di razza Orpington di moderna linea selettiva. Clicca per ingrandire.

sabato 23 febbraio 2013

Aggiornamento: documentazione fotografica di polli locali a Nuvolera - Molinetto di Mazzano (BS) - nella prima metà del '900.

Ho ricevuto da Simone Agnelli, un mio conoscente su Facebook, una serie di foto raffiguranti degli animali domestici e scattate a Nuvolera (Molinetto di Mazzano) in provincia di Brescia tra il  1920 e il 1945. Vale certamente la pena analizzare gli animali presenti nelle immagini in questione in quanto possono aiutare a tracciare alcune delle caratteristiche degli avicoli autoctoni in questa zona della Lombardia, e forse gettare un po' di luce su una razza un tempo presente soprattutto nel versante nord occidentale di questa regione. In questo post invece troverete documentate le tradizioni (riportateci dallo stesso Simone Agnelli) di questa zona legate al mondo avicolo.

Un bel gruppo di  polli locali negli anni '40 del secolo scorso. Si notano delle galline simili all'antica Brianzola. Foto per cortesia di Simone Agnelli.

La prima foto ci mostra un bel gruppo di polli locali, di media taglia, dalle caratteristiche assimilabili a quelle dei polli di tipologia mediterranea. le code delle galline appaiono portate con le timoniere abbastanza chiuse, in un esemplare la coda appare ben rilevata. Le colorazioni sembrano essere la bianca, la nera, forse la mogano e la frumento. Spiccano però due capi, uno a sinistra in basso e l'altro abbastanza centrale, con colorazione assimilabile a un fioccato-moschettato argento molto irregolare. Gli animali ricordano quindi da vicino probabilmente la razza Brianzola, così come viene descritta da alcuni autori avicoli tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Questa foto potrebbe indicare dunque la presenza di una popolazione di avicoli con questa colorazione ancora presente nella regione verso la metà degli anni '40 del secolo scorso.

Splendido gallo di tipologia mediterranea a colorazione sparviero o sparviero argentata.  Foto per cortesia di Simone Agnelli.
La seconda immagine mostra invece un bellissimo gallo di tipologia mediterranea, con orecchioni apparentemente biancastri e colorazione sparviero o sparviero argentato. Anche questo esemplare potrebbe appartenere alla succitata popolazione di polli simili alla Brianzola o da essa derivata.  


Bimbo con polli locali. si notano capi a orecchione bianco. Foto per cortesia di Simone Agnelli. 
Nella terza foto si notano ancora polli locali di mole più robusta, probabilmente già inquinati geneticamente da ibridi commerciali ma che presentano ancora coda rilevata e in alcuni casi orecchione bianco. le femmine sembrano avere cresta semplice e piccola, non ripiegata di lato. Tra le colorazioni sembrerebbero esserci un simil-bianco columbia nero, mogano, frumento, bianca, nera. 


Polli locali e un tacchino che ricorda forse il Brianzolo. Si notano capi  con orecchioni bianchi e caratteristiche del pollo mediterraneo. Foto  per cortesia di Simone Agnelli. 
La quarta foto mostra ancora alcuni dei polli della foto precedente. Spicca un bel gallo scuro, forse colorazione mogano, con orecchioni bianchi, e  - seppur tagliato a destra nell'immagine - un pollastro con la stessa caratteristica. Tra le galline, ancora colorazione simile alla frumento. Si nota anche un tacchino che potrebbe forse ricordare il Brianzolo.

Insomma, si tratta di una serie di immagini molto interessante soprattutto per il fatto di documentare la presenza in Lombardia di colorazioni associate a razze come la Brianzola. Colgo l'occasione per invitare qualunque lettore abbia foto storiche riguardanti avicoli, soprattutto foto della prima metà del '900, a contattarmi. Tutto il materiale interessante sarà pubblicato e si cercherà di farne un'adeguata analisi dal punto di vista storico e avicolo. A presto!

domenica 17 febbraio 2013

Aggiornamento: foto di inizi '900 di polli padovani, con polli simili a Boffa e Capparola.

Oggi ho trovato, grazie a Davide da Molin, un'importante testimonianza storica. Si tratta di una foto degli inizi del XX secolo ritraente una scena familiare in una corte padovana, per la precisione la Corte Rinaldi, divenuta in seguito nei primi del 'Novecento la Cartiera di Roncajette, a Ponte San Nicolò, Padova. La foto ritrae alcune donne che danno da mangiare a dei polli. 


Clicca sull'immagine per ingrandire

I polli sembrano essere di taglia piuttosto cospicua, le colorazioni prevalenti sono nera, bianca e fulva uniforme. Sono presenti anche un maschio di pavone (a destra) e delle faraone e un'anatra (a sinistra). Al centro si nota di profilo una gallina nera, che sembra in tutto e per tutto una Boffa.

La Boffa nera

La gallina mostra orecchioni chiari, presenta chiaramente barba e favoriti, cresta piccola e bargigli molto ridotti se non assenti. La foto è importante perché rappresenta una colorazione, la nera, che era presente nei racconti dei contadini ma non riportata da alcuna fonte bibliografica. La gallina accanto a sinistra sembrerebbe avere cresta piccola e dritta  e ciuffo posteriore, ma è impossibile dirlo con certezza vista la qualità dell'immagine. certo, visto che un gallo bianco a sinistra della foto grande sembrerebbe essere un Polverara (ma anche qui non ci sono certezze) si potrebbe pensare che nel gruppo di animali siano presenti numerosi incroci con questa razza, e che come si ipotizzava la Boffa derivasse da incroci di Polverara con polli normali del contado padovano. La seconda gallina interessante visibile nella foto la si vede a sinistra nella foto. Eccola ingrandita:

Gallina molto simile alla Cucca o Capparola.

La gallina in questione è caratterizzata da una colorazione sparviero, con coda portata rilevata con le timoniere abbastanza chiuse. la testa, rivolta verso sinistra, mostra bargigli evidente e cresta ripiegata a sinistra sulla testa. L'animale sembra corrispondere bene all'animale noto come Cucca o Capparola, ben descritto dal Mazzon. Bisogna notare che probabilmente un'altra gallina di dimensioni forse maggiori ma con la stessa colorazione si trova dietro la Boffa nera, ma quasi irriconoscibile. Va detto anche che la maggior parte delle galline della foto mostrano code ben rilevate e con timoniere abbastazna chiuse, come la Boffa, e che sembrano avere taglia notevole. Sarebbe stato importante poter osservare meglio qualche altro capo, per capire se nella foto ci sia anche qualche Padovana Pesante, ma la qualità della foto non lascia spazio a congetture. 

La foto rimane comunque un'importante testimonianza inedita per queste due razze un tempo diffuse nel padovano.